B&B La locanda : Civita

EnglishFrenchGermanItalianPortugueseRussianSpanish
Powered by Traduttore
CIVITA, paese di origini “ARBERESHE”, in provincia di Cosenza, 1000 abitanti circa, situato a 450 m. slm, tra il Mare Ionio e la catena montuosa del Pollino, è uno degli insediamenti più belli della Calabria interna, bandiera arancione del Touring Club Italia e borgo tra i piu' belli d'Italia. Geograficamente posto a 6Km dall’autostrada SA-RC, svincolo Frascineto, a 15 Km dal mare Ionio, è porta d’accesso al Parco Nazionale del Pollino con le sue incantevoli bellezze naturali. 

Gruppo di etnia albanese, giunto in Calabria intorno al 1478, conserva a tutt’oggi, usi, costumi e tradizioni degli avi, che valgono a tenere ben saldo il legame tra gli abitanti del paese. Esiste un Museo della Civiltà Etnica, un Museo dell’Archeologia Industriale,La Rocca di Kruja sede di una pinacoteca e sala convegni, caratteristiche sono le case Kodra. Il martedì dopo Pasqua si rinnova la tradizione delle Vallje , che rievoca la vittoria degli albanesi contro i turchi. 

Di religione Cattolica, la messa di rito Greco- Bizantino, è tutta cantata. Le chiese al loro interno sono abbellite da icone, mosaici, vetrate e pitture bizantine, molto caratteristica l’Iconostasi ; il battesimo, secondo l’antica tradizione, viene fatto per immersione nell’acqua benedetta; il matrimonio è caratterizzato dall’incoronazione degli sposi. E’ meta ideale di partenza per escursioni nel Parco, trekking nel territorio circostante, passeggiate per visitare le bellezze del borgo, in particolare i comignoli . Nelle vicinissime “Gole del Raganello,”attraversate dall’omonimo torrente è possibile in alcuni mesi dell’anno praticare rafting e canyoning. Attrattiva di molti turisti è il famoso Ponte del Diavolo. Diversi sono i ristoranti , che offrono una cucina locale e calabrese. 

Il paese si trova in una posizione ideale per raggiungere le spiagge del mar Ionio (da cui dista circa 15 Km), Villapiana Lido, Sibari, Trebisacce e tutto l'alto Jonjo Cosentino e le stazioni termali di Cassano allo Ionio,Cerchiara di Calabria (Terme sulfuree) e Spezzano Terme. La ricchezza paesaggistica di Civita, però, non è solo ambientale. I suoi fondatori portarono con loro tutto il patrimonio etnico, religioso e culturale caratteristico dei loro territori d'origine e che tuttora è presente nella vita del paese, conservato integro fino ai giorni nostri. La vita del paese è scandita dalle cose più semplici che sono arrivate a noi dal passato.
Si possono apprezzare i riti greco-bizantini, le danze folkloristiche come le coinvolgenti vallje, i costumi tipici della tradizione arbërësh, indossati tuttora come abiti giornalieri dalle persone anziane, nonché la lingua civitese, tramandato oralmente di generazione in generazione. 
 case di Kodra Civita è il punto di partenza ideale per escursioni a cavallo, in mountain bike, trekking, arrampicata e torrentismo nelle Gole del Raganello insieme a guide esperte e qualificate nella natura incontaminata del PARCO NAZIONALE DEL POLLINO, il più esteso d'Europa. 


Testo originale




B&B La locanda : Civita La Storia

La bellezza di Civita, poi, fa anche riferimento a caratteristiche architettoniche, quali gli stupendi comignoli, vere e proprie opere d'arte povera, che richiamano la cultura orientale e che sormontano le piccole case in pietra e le CASE KODRA, ossia delle case dal "volto umano" che si possono ammirare passeggiando per il centro storico.

Siamo nel cuore del PARCO NAZIONALE DEL POLLINO,dove la natura e' incontaminata. Questo e' il regno dell'aquila reale,del grifone,di varie specie di falchi,del lupo,della volpe e tanta altra fauna tipica della catena montuosa del Pollino.

 I COMIGNOLI sono veri e propri esempi di arte povera, frutto di estrosi e fantasiosi artigiani di un tempo, che devono le loro creazioni a credenze popolari, rappresentano l’aspetto architettonico più originale di Civita. 
Non si sa con precisione quando sia iniziata questa tendenza,ma i maestri erano soliti firmare la costruzione di una nuova casa con un comignolo, i più caratteristici furono costruiti tra fine ottocento e inizi novecento, ma ve ne sono anche di più antichi, uno diverso dall’altro, quasi una sorta di competizione in estro e tecnica fra i maestri di un tempo, a cui è toccato impreziosire la sommità delle abitazioni con questi piccoli capolavori definiti di arte minore, di cui oggi rimangono le testimonianze della cura perseguita per secoli, nel dare forma e valenza estetica alle umili realtà di uso quotidiano, con forme bizzarre ed uniche,  i comignoli che si ripropongono differenti, a forma di torre merlata, di missili, di maschere apotropaiche e spesso la loro struttura imponente non è proporzionata rispetto alla costruzione, ma sicuramente rappresentano lo status familiare, o il motivo di orgoglio per il pater familias, costruire un bel comignolo che aveva una funzione beneaugurante, spesso infatti in cima al comignolo si ponevano piccole anfore, maschere e manufatti in terracotta mentre in alcuni spicca il vetro lucido di bottiglia che arricchisce di riflessi il comignolo stesso. 

Aggirandoci per i vicoletti del centro storico se ne vedono molti anche se il numero si è ridotto in seguito alle ristrutturazioni effettuate sugli edifici, ma sicuramente offrono uno spettacolo davvero unico, con la loro struttura consolidata nel tempo, resistono alla storia e al vento di tramontana del Pollino.

La CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA la cui costruzione risale alla metà del 1600 è situata nella piazza del paese. Inizialmente fu chiamata Chiesa Nuova in quanto prima della sua costruzione i fedeli praticavano il culto nelle numerose cappelle presenti nel paese. 
 La Chiesa di Santa Maria Assunta La chiesa ha un’architettura di tipo basilicale con decorazioni interne di stile tardo barocco. Probabilmente costruita su resti di mura preesistenti, doveva in origine essere ad una sola navata. 
Sulla parete di fronte all’ingresso si trova un piccolo mosaico della Vergine Odigitria racchiuso in un medaglione risalente ai primi del XX secolo.
Nell'abside un tempo vi era un altare barocco, mentre, attualmente, sul transetto si affacciano due amboni utilizzati l'uno come pulpito e l'altro come contenitore per l'organo settecentesco. Alle spalle dell'abside si erge la torre campanaria a pianta quadrata, su di essa sono collocate tre campane ed un orologio meccanico del 1896. 
Nel 1988, grazie all'intervento di Papàs Antonio Trupo, si è proceduto alla sostituzione dell'altare latino con l'iconostasi in legno di noce e di ulivo. Le dodici icone poste sulla trabeazione provengono da una scuola iconografica di Atene ed appartengono ad Ernesto Kominos che le dipinse nel 1992. 
 La Chiesa di Santa Maria Assunta La chiesa è arricchita da icone lungo le navate, e da mosaici sulle pareti. Sulla navata si ammirano quattro affreschi di Giovanni Capaccio del 1858, l’Immacolata, San Biagio, la Madonna del Rosario, San Domenico, Santa Caterina, la Trinità. Sotto il pavimento sono state trovate 27 fosse tombali. 
Lungo la navata di sinistra vi sono quattro altari tre dei quali sono identici tutti di stile barocco. Nella navata destra si trovano tre altari di stile rinascimentale, il primo sul fondo della navata è costituito dagli ornamenti episcopali latini,in bassorilievo tra i quali spiccano la mitra e il pastorale, il secondo e il terzo sul lato su uno sfondo rosa antico in bassorilievo spiccano l’aquila bicipite simbolo degli albanesi, nell’altro una massiccia torre ed una nave a due alberi che probabilmente simboleggiano l’esodo dall’Albania. 
Su ogni altare vi è una nicchia che custodisce una statua.

Per quanto riguarda la gastronomia, gli ingredienti base della cucina civitese sono sia le carni fresche che quelle conservate (tipica la soppressata intera e quella con le carni tagliate rigorosamente a mano), il formaggio pecorino, prodotto da pascoli ricchi di erbe aromatiche della montagna apollinea e la pasta di casa.
Nelle comunità arberesh, poiché la farina non mancava mai, si ricorreva spesso alla pasta di casa elaborata in varie forme (shtridhelat, strangulerat, rrashkatjelerat, dromsat, ecc.) condita da sughi semplici esaltati da ricotta stagionata e da erbe spontanee profumate, oppure insaporita da sughi di carni tenere.
Tra i secondi piatti protagonisti della tavola sono il capretto e l'agnello lattante, nonché le frattaglie con e senza salsa piccante. Su una buona tavola non possono poi mancare il vino rosso D.O.C. del Pollino e i dolci tipici (bukonotrat, skalettat, krustulit, peta, cici, ecc.).